a cura di Rosa Araneo

Era il 16 agosto del 1501 quando l’Opera del Duomo e l’Arte della Lana commissionarono a Michelangelo la realizzazione del David. Tempo prima avevano già messo mano allo stesso blocco di marmo Agostino di Duccio (1464) e Bernardo Rossellino (1476), ma avevano rinunciato all’impresa, perché il materiale scelto era di pessima qualità. La sfrontatezza della gioventù portò Michelangelo a cogliere la sfida, consapevole della fama che ne sarebbe derivata, e subito si mise al lavoro sul pezzo già sbozzato.

Il momento scelto da Michelangelo fu quello che precede lo scontro con Golia, quando David, armato di fionda e sassi, è al massimo della concentrazione. Per questo il David ha la fronte aggrottata e lo sguardo concentrato e determinato. La mano destra, sicuramente sproporzionata, mostra addirittura le vene pulsanti a sottolineare la tensione del giovane.

Un aneddoto simpatico: il carattere di Michelangelo

Non mancano aneddoti e curiosità intorno all’impresa di Michelangelo. Una delle più divertenti vede come protagonista Pier Soderini che, in quanto gonfaloniere di Firenze, fu chiamato per primo a visionare la scultura.

Egli, dopo averla osservata a lungo, esclamò: “Mah, bella è bella… Però, quel naso… Non l’avrai fatto troppo grande?”

Secondo la leggenda Michelangelo fece un bel sospiro, raccolse da terra un po’ di polvere di marmo, salì sulla scala e finse di dare qualche colpetto al naso, facendo cadere la polvere dall’alto. In questo modo illuse Soderini di aver effettuato qualche modifica al volto del David.

Questo simpatico aneddoto, più leggenda che verità, è però esemplificativo del carattere di Michelangelo che mai avrebbe accettato di modificare qualcosa della sua opera per volere di qualcun altro.

La collocazione

Il David era così bello che l’Opera del Duomo decise di destinarlo a una nuova collocazione.

Originariamente, infatti, doveva essere innalzato su un contrafforte della cupola, ma la statua a quell’altezza non avrebbe potuto essere osservata e ammirata in tutta la sua bellezza.

Per decidere la nuova collocazione venne istituita una commissione, che poteva vantare tra i suoi membri artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Cosimo Rosselli, Perugino, Filippino Lippi.

Leggenda vuole che l’invidioso Leonardo, per adombrare la statua, volesse collocarla sotto la Loggia dei Lanzi. Alla fine prevalse la proposta di Filippino Lippi e il David venne posizionato di fronte a Palazzo Vecchio, dove oggi vediamo la sua copia.