NUDO BLU, LA FEMMINILITÀ UNICOLORE DI PICASSO

Picasso ci ha abituati a pensare comunemente alle forme come a dei cubi uniti a mo’ di tasselli. Non sono escluse da questa considerazione anche molte figure femminili che egli raffigurò: fra tutte la Donna che piange o le più famose ”modelle” dell’artista nell’opera intitolata Les demoseilles d’Avignon.

Ma mettendo da parte la fase cubista, nel mezzo del Periodo Blu (1901-1904) che Pablo ha affrontato nella sua vita, ancor prima che nella propria carriera, si distingue uno deI dipinti più intriganti che ha come soggetto una donna accovacciata e girata di schiena con il volto coperto dal braccio. Un’immagine che rimanda alla tristezza così come alla sensualità, tenendo ben presente che il corpo femminile è raffigurato nudo.

Nudo Blu (1902), Pablo Picasso. Museo Nazionale di Madrid.

Un fisico spigoloso con dei contorni di un nero ben definito, come se evidenziati da un pennarello. Lo sfondo esterno e l’interno della donna formano un tutt’uno, simbolo di un’anima confusa, come suggerisce la tonalità di blu non compatta ma contraddistinta da pennellate frenetiche.

Verso sinistra, in alto, uno spiraglio bianco lascia presagire alla speranza ”lontana ma visibile”.

Conoscevi ques’opera?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

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