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LA PROFONDA VOLUTTUOSITÀ DE LA BAGNANTE DI VALPINÇON

Цифровая репродукция находится в интернет-музее Gallerix.ru

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La bagnante di Valpinçon, nota anche come La grande bagnante, fu realizzata da Jean-Auguste-Dominique Ingres nel 1808 ed è probabilmente fra i dipinti più noti del pittore. L’opera venne ideata ed eseguita dal pittore durante il suo soggiorno a Roma presso l’accademia di Francia, e infatti sono evidenti le influenze dei pittori del Rinascimento italiano, soprattutto di Raffaello, dal quale adottò le linee eleganti e armoniose.

Possiamo notare al centro della tela una donna completamente nuda con il volto celato che siede di spalle sul bordo di un letto; indossa una specie di turbante in testa che le raccoglie i capelli scuri. Eliminato qualsiasi elemento decorativo, diventa vera protagonista dell’opera la schiena nuda della bagnante, collocata in uno spazio pittorico essenziale. La bagnante di Valpinçon divise la critica che, analizzando il corpo della giovane donna rappresentata, vi trovò numerosi difetti anatomici, ma nonostante ciò, queste imperfezioni erano funzionali alla creazione di un’immagine di perfetta bellezza.

La bagnante di Valpinçon (1808), Jean-Auguste-Dominique Ingres. Museo del Louvre.

Charles Baudelaire addirittura descrisse La bagnante di Valpinçon parlando di “profonda voluttuosità”, anche se per molti versi si presenta principalmente casta. Questa contraddizione è evidente in molti elementi dell’opera: la curva del collo, i contorni della schiena e le gambe sono accentuati dalla tenda verde, dal telo bianco che fa da sfondo di fronte alla donna e dalle pieghe delle lenzuola.

Come nelle altre opere dell’artista anche nel La Bagnante di Valpinçon, Ingres persegue l’idea di una pittura elegante e armoniosa. L’audacia della scelta di raffigurare un unico nudo femminile di spalle sta a indicare come la donna raffigurata non abbia bisogno di ricambiare lo sguardo del pubblico, ma si compiace soltanto nel sentirsi osservata e ammirata.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

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