Versailles: la bellezza da visitare a Parigi

LA REGGIA DI VERSAILLES: IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI LUIGI XIV

La reggia di Versailles è una delle opere architettoniche più affascinanti e maestose visitabili nei dintorni di Parigi. Situata a 20 km dalla capitale, nella città di Versailles della regione dell’Ile-de-France ubicata più precisamente 19 km a sud-ovest di Parigi, nel dipartimento degli Yvelines di cui costituisce il capoluogo. È stata dichiarata, insieme al suo maestoso parco, patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1979 e questo dovrebbe far intuire quanto la fama di splendida attrazione da visitare, quando ci si reca in vacanza a Parigi, sia più che meritata trattandosi di uno tra i più bei palazzi del mondo. 

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Palazzo di Versailles.

La grandiosità della reggia di Versailles può anche essere dedotta dall’entità del personale che ci lavora, con varie mansioni: si contano ben 900 dipendenti dell’Ente pubblico incaricato della gestione del complesso architettonico con 400 guardie addette a sorvegliare un patrimonio artistico senza pari. 

La sua storia ha, come protagonista principale, il sovrano francese Luigi XIV – noto come il Re sole – che si interessò agli ingenti lavori di ampliamento e di ammodernamento che la riguardarono durante il suo regno, a partire dal 1661 e, dopo essere rimasto colpito appena tredicenne, dal castello di Versailles nel 1651 edificato su commissione da suo padre Luigi XIII per dimorare fuori Parigi durante le occasioni di caccia. La struttura moderna che Luigi XIV si trovò davanti agli occhi, da bambino, era diversa dalle vecchie residenze reali nelle quali egli aveva vissuto: quelle del Louvre, del Palais-Royal e delle Tuileries, fatiscenti in confronto ed ubicate nella capitale in cui il re non si sentiva molto a suo agio, troppo vicino al popolo rumoroso e poco amato e dove temeva che si annidassero traditori e possibili congiure. 

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Luigi XIV.

La Reggia di Versailles fu dimora dei sovrani francesi Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, ma non solo: fu anche luogo di incontro per la firma di importanti trattati quali quello che sancì l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1783, quello che sancì l’unificazione del Secondo Reich nel 1871 e quello che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919, il noto Trattato di Versailles. La reggia fu anche sede militare strategica dell’esercito prussiano nel 1870, nel periodo della guerra franco-prussiana e fu teatro di un attentato da parte dei nazionalisti bretoni, nel 1978.

Nonostante il disappunto di diversi personaggi francesi del periodo, quali l’abile economista Jean-Baptiste Colbert, Luigi XIV concentrò la sua attenzione su Versailles come punto di riferimento per una dimora secondaria, alternativa a quella ufficiale, rimasta inizialmente al Louvre, su un luogo a lui molto caro, da utilizzare in special modo per dare feste e divertirsi. Il sovrano spese moltissimi soldi per rendere la reggia di Versailles sempre più grande e bella, suscitando così lamentele non solo per motivi economici ma anche per la mancanza di opportunità nel preferire un luogo periferico come Versailles, ritenuto da molti triste ed isolato, a quello centrale e signorile del Louvre. Luigi XIV manifestò l’intenzione di trasferirsi definitivamente a Versailles nel 1677. Visse in questa dimora con la sua corte, trasferitasi ufficialmente nel 1682, seguendo inizialmente una etichetta molto rigorosa ed articolata, che prevedeva svariati comportamenti formali del re e dei suoi cortigiani in maniera diversa. Le occasioni nelle quali tanta solennità veniva ostentata erano non solo quelle di feste e ricevimenti di ambasciatori, di nobili, di dame ecc. ma anche quelle della normale routine quotidiana.

La Galleria degli Specchi - La Reggia di Versailles
Galleria degli specchi.

Una delle sale più suggestive della reggia è la galleria degli Specchi, che risplende nella luce riflessa dai suoi tanti specchi e nella bellezza dei suoi stucchi e delle pitture di Le Brun. La grande Galleria esprime nella sua ricchezza il successo politico, economico ed artistico della Francia. Essa veniva utilizzata quotidianamente come luogo di passaggio, di attesa e di incontro ed era frequentata da cortigiani e da visitatori. 

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Il Grand Trianon è una lussuosa e raffinata “dépendance” del palazzo di Versailles che il re Sole fece edificare all’interno nel parco dall’architetto Hardouin Mansart nel 1687, come rifugio dall’opprimente vita di corte e dolce ritrovo con la signora di Montespan. Impossibile non cedere al fascino di questo edificio dalle proporzioni eleganti ed intime, un piccolo palazzo di marmo rosa e di porfiro circondato da incantevoli giardini. Il Piccolo Trianon era il luogo preferito da Maria Antonietta che vi trovava un’oasi di tranquillità in cui poter vivere una vita semplice e lontano dai fasti e dalla tirannide dell’etichetta. Questa reggia in miniatura fu voluta da Madame de Pompadour nel 1760 come luogo atto a “disannoiare il re”. Il palazzo fu edificato su progetto dell’architetto Ange-Jacques Gabriel che ne fece un capolavoro di sobrietà ed eleganza. Tuttavia, è lo spirito di Maria Antonietta a regnare da queste parti. Il palazzo, infatti, le fu donato da Luigi XVI per potervi condurre una vita appartata, lontana dalle obbligazioni di corte.

Vaux Le Vicomte | Verde e Paesaggio
Giardini di Versailles.

Infine, il grande parco che si estende alle spalle della reggia rappresenta una delle maggiori ricchezze di Versailles. Dalla finestra centrale della galleria degli specchi, si dispiega un panorama incantevole, che dai piedi del palazzo si estende a perdita d’occhio attraverso una lunga prospettiva impreziosita dal lavoro dell’architetto André Le Nôtre: fontane con sculture eleganti, giochi d’acqua, aiuole e canali. Particolarmente originale è stata la creazione del Grand Canal lungo 1670 metri, che fece da sfondo a numerose feste e che ospitò persino delle imbarcazioni. Dal 1669, infatti, Luigi XIV fece navigare sul canale scialuppe e vascelli in miniatura e nel 1674, la Serenissima inviò al re Sole due gondole e quattro gondolieri che furono alloggiati negli edifici alla testa del Canale, che da quel momento furono chiamati Piccola Venezia. I lavori di sistemazione dei giardini cominciarono contemporaneamente alla costruzione del palazzo e durarono per circa quarant’anni, si trattò di un’opera gigantesca che necessitò del lavoro di migliaia di persone.

Alessia Amato per L’isola di Omero

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