Abu Simbel: sito archeologico egiziano

ABU SIMBEL: LO SPLENDORE DEI TEMPLI SALVATI DI RAMSES II (IN EGITTO)

Abu Simbel è un sito archeologico egiziano formato da templi scavati nella roccia, uno dei quali è dedicato a Ramsés II e l’altro alla sua prima moglie Nefertari. La costruzione dei templi durò circa 20 anni, durante l’arco di tempo in cui il territorio fu sotto il controllo di Ramsés II (1279-1213 a.C).

Il Tempio di Ramses II:

Insieme alle Piramidi di Giza, una delle costruzioni più imponenti e spettacolari dell’Egitto si trova proprio ad Abu Simbel. Si tratta del Tempio di Ramses II, un autentico simbolo egiziano, con la sua colossale facciata formata da quattro statue alte 20 metri, direttamente scolpite nella roccia. Il sovrano è raffigurato con un gonnellino corto, un copricapo chiamato nemes, una doppia corona con cobra e una barba posticcia. Accanto alle gambe dei quattro colossi posti all’entrata delle struttura ci sono diverse statue in piedi più piccole che rappresentano alcuni familiari del faraone, tra cui la moglie Nefertari, la madre del faraone Mut-Tuy, i suoi figli e figlie. In cima alla facciata del tempio c’è consesso di 22 statue accovacciate di babbuini, la divinità animale votata ad accogliere il sole nascente.

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Tempio di Ramses II.

L’interno del tempio non è meno sorprendente: si estende nella montagna per circa 65 metri. Il primo ambiente a è un atrio composto da otto pilastri, quattro per lato in cui Ramses II è raffigurato nelle sembianze del dio Osiride. L’area dell’atrio include immagini e geroglifici che descrivono la presunta vittoria di Ramses II nella battaglia di Qadesh che guidano il visitatore lungo un viaggio artistico e mistico, allo stesso tempo.

Le donne di casa Ramses:

Il tempio più piccolo di Abu Simbel mostra, al suo ingresso, quattro statue del faraone e due della sua sposa, Nefertari. La facciata contiene anche statue più piccole dei principi e delle principesse reali e, stranamente, le statue delle bambine sono più alte di quelle dei bambini, un segno, forse, che questo tempio renda omaggio a Nefertari e alle donne della casa di Ramses II. L’interno del tempio è più semplice di quello del grande tempio. Contiene sei pilastri che mostrano le raffigurazioni della dea Hathor. Sul muro di fondo della stanza sono stati realizzati dei rilievi che mostrano Nefertari nell’atto di essere incoronata dalle dee Hathor e Iside, indossando un copricapo che mostra il disco solare con piume tra le corna di vacca portati dalle stesse dee.

La scoperta del sito:

Giovanni Battista Belzoni | Fortunadrago.it
Gian Battista Belzoni (Padova, 5 novembre 1778 – Gwato, 3 dicembre 1823): esploratore, ingegnere e pioniere dell’archeologia italiano,.

Dopo l’abbandono dei templi, furono sommersi dalla sabbia e i grandi colossi gradualmente scomparvero nel deserto. Johann Ludwig Burckhardt notò l’esistenza del sito nel 1813 ma solo nel 1817, il grande Giovanni Battista Belzoni scoprì l’ingresso sepolto del grande tempio che, finalmente, vedeva nuovamente la luce.

I lavori per il mantenimento del sito:

Per evitare che fossero inondati dall’acqua durante la costruzione della diga di Assuan, i templi di Abu Simbel furono spostati tra il 1964 e 1968. Grazie all’aiuto dei fondi internazionali e di una perizia di un’equipe di ingeneri, furono smantellati e ricostruiti in un luogo più alto. Un’impresa di grande rilievo destinata a salvare un patrimonio dell’umanità che coinvolse oltre 2mila uomini; una sfida architettonica e ingegneristica unica nel suo genere alla quale presero parte alcune delle migliori aziende di costruzione al mondo dedicando la loro eccellenza al successo dell’operazione e dando vita ad una collaborazione internazionale rara per questo genere di opere; una scommessa vinta dalla comunità scientifica che credette fin dall’inizio al progetto.

Come ringraziamento per l’aiuto ricevuto, il governo egizio donò ai paesi che contribuirono a quest’opera di salvataggio alcuni dei monumenti che avrebbero rischiato la stessa sorte di Abu Simbel come il Tempio di Ellesija, donato all’Italia e conservato al Museo egizio di Torino, il Tempio di Debod a Madrid, il Tempio di Dendur a New York o la porta del Tempio di Kalabsha a Berlino.

Tempio rupestre di Ellesija - Wikipedia
Ricostruzione del Tempio di Ellesija, conservata presso il Museo Egizio di Torino.

Alessia Amato per L’isola di Omero

1 commento su “ABU SIMBEL: LO SPLENDORE DEI TEMPLI SALVATI DI RAMSES II (IN EGITTO)”

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