Tamerlano: il grande palazzo che ci ha lasciato

Il Palazzo bianco di Tamerlano: il fascino dell’arte in Uzbekistan

La storia dell’Uzbekistan vede alternarsi l’Impero Achemenide e quello dei Mongoli, ma bisogna aspettare fino all’arrivo di Tamerlano, il noto condottiero che guidò il paese verso un’epoca fiorente per molte città, per far entrare a buon diritto la città di Samarcanda nel mito, quando divenne uno dei più importanti empori sulla Via della Seta.

Tamerlano, eroe indiscusso dell’Uzbekistan, era un avo di Gengis Khan, ma a differenza del suo antenato, amava l’arte e la cultura tanto da aver costruito alcuni dei più prestigiosi capolavori del paese. 

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Statua di Tamerlano.

La fama di Shahrisabz, città natale del grande condottiero, oscurava quella di Samarcanda. Ed è qui che Tamerlano vi fece costruire il Palazzo Ak – Saray, sua dimora estiva. I lavori iniziarono nel 1380, dopo una vittoriosa campagna in Corasmia e l’importazione di molti dei suoi artigiani, e si conclusero dopo 24 anni. Le dimensioni imponenti dell’opera miravano ad intimidire gli spettatori e l’incisione posta sopra l’entrata del palazzo chiarisce il concetto: “Se metti in dubbio la nostra potenza, guarda i nostri edifici”.

Palazzo di Tamerlano.

Oggi dell’edificio originario è rimasto ben poco, solamente parte del portale centrale ricoperto di splendidi mosaici ma, grazie agli scritti dell’ambasciatore spagnolo Claviho, che, all’epoca, si recò qui in visita ufficiale, è possibile sapere ogni cosa di questa immensa opera architettonica.

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Particolare del Palazzo.

Sembra che il portale d’ingresso, o pishtak, raggiungesse un’altezza di 50 metri, mentre i due minareti laterali fossero alti 65 metri; oggi guardando i resti del portale serve un po’ di fantasia per immaginare il palazzo nel momento del suo massimo splendore. In quello che era il centro del palazzo sorge una nuova statua di Tamerlano. Probabilmente questo è stato il progetto più ambizioso di Tamerlano, che purtroppo venne distrutto dai Shaybanidi che cercarono di cancellare il ricordo di Tamerlano e della dinastia dei Timuridi.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

2 pensieri riguardo “Il Palazzo bianco di Tamerlano: il fascino dell’arte in Uzbekistan”

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