Raffaello 500

Raffaello e i 500 anni dalla sua morte

“lle hic est Raphael, timuit quo sospite vinci rerum magna parens et moriente mori.”

“Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire.”

Così recita l’epitaffio sulla tomba di Raffaello, al Pantheon. Morì a soli 37 anni, Raffaello il più grande talento del Rinascimento italiano, colui che a trent’anni seppe trasformare la sua bottega in una vera e propria impresa aziendale. Comprese, prima di tutti, l’importanza dell’incisione come mezzo di diffusione delle sue opere: infatti le incisioni potevano essere acquistate a prezzi accessibili da un numero di clienti maggiore della ristretta cerchia dei suoi committenti.

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Gli angeli dipinti da Raffaello Sanzio.

Pittore di indubbia bravura, apprezzato dai pontefici Giulio II e Leone X, e dalla famiglia de’Medici, l’espressione più alta del suo genio è visibile nelle Stanze vaticane dove seppe coniugare paganesimo e cristianesimo, pittura e architettura in un connubio che sarà d’ispirazione per tutti i suoi successori.

Ma Raffaello fu anche un grande architetto, colui che diede forma alle future ville suburbane realizzando solo una minima parte di quella che sarebbe dovuta essere Villa Madama, ai piedi di Monte Mario. Ricerca dell’antico e innovazione sono alla base delle sue opere che prendono ispirazione da Leonardo, Michelangelo e Bramante ma che con lui raggiunsero vette inaspettate.

Trasfigurazione (Raffaello) - Wikipedia
Trasfigurazione (1518-1520) di Raffaello Sanzio.

Prima di morire stava realizzando una pianta di Roma imperiale così da preservare le rovine dalla distruzione: siamo di fronte al primo riferimento alla tutela del patrimonio storico artistico che troverà fondamento nell’articolo 9 della Costituzione italiana.

Fu il primo a comprendere la logica dei sistemi decorativi della dimora neroniana. Una storia che inizia nel 1480 quando alcuni pittori si calano nelle «grotte» del colle Oppio, per ammirare le pitture, da allora chiamate «grottesche», di antichi ambienti romani. Stavano scoprendo, senza saperlo, le rovine dimenticate della Domus Aurea. 

Rosa Araneo per L’isola di Omero

1 commento su “Raffaello e i 500 anni dalla sua morte”

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