Michelangelo e ”La creazione di Adamo”: la perfezione umana come specchio di quella divina

Se fino al Quattrocento la figura del Papa svolse il ruolo di committente con criteri analoghi a quelli dei signori delle corti, con Michelangelo egli diventò l’interlocutore dell’artista. Quest’ultimo iniziò ad esser considerato il detentore dell’esperienza tecnica ed espressiva, tanto da poter dialogare legittimamente con il Pontefice, ovvero colui che rappresenta Cristo sulla terra.

 Michelangelo Buonarroti si trovò a operare sotto ben undici pontefici ma il suo grande nome resterà per sempre legato a quello di Giulio II, che tra le tante opere romane gli commissionò la decorazione della Cappella Sistina, piccolo gioiello custodito nei Musei Vaticani.

Tra gli affreschi della volta figura La Creazione di Adamo, risalente al 1511 e che rappresenta il passo della Genesi in cui si narra l’ideazione del primo uomo.

Per la realizzazione dell’intero affresco furono necessarie sedici “giornate”. Richiese maggior tempo Adamo, le cui proporzioni vennero studiate attentamente seguendo il principio “a immagine e somiglianza di Dio”, riportando il tutto sull’intonaco con la sola incisione diretta.

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La Creazione di Adamo (1511).

La scena si svolge su uno sfondo spoglio dal quale si erge una protuberanza erbosa su cui è stesa la figura di un atletico Adamo, con un braccio dritto verso il Creatore. Quest’ultimo è rappresentato come un uomo canuto e più anziano che si avvicina in volo mentre è sorretto da angeli.

L’opera fu pensata con l’intento di sottolineare il momento prima che tutto si sia animato, quindi, l’inizio della vita degli uomini.

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Le mani di Adamo e del Creatore che si sfiorano.

Infatti, il genio michelangiolesco vede la straordinaria esecuzione della rappresentazione ‘’sospesa’’: l’attimo prima della vita, la scintilla divina che passa dal Creatore alla sua Creatura.

L’opera di Michelangelo fu da subito accolta con critiche positive, iniziando già a delineare la fama sempiterna che ancora oggi celebra questo affresco.

Antonella Buttazzo per L’isola di Omero

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