amatrice - un borgo splendido

La rubrica del borgo. Amatrice: non solo terremoto. Arte e gastronomia

Amatrice è uno splendido borgo in provincia di Rieti nel Lazio. Purtroppo il luogo è balzato agli occhi delle cronache per il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016, in quanto è stato uno dei comuni che ne ha subito maggiormente le conseguenze. Ma anche prima di tale episodio, Amatrice era nota per le oltre 100 chiese presenti nel suo territorio.

La pianta attuale della città è di origine duecentesca ed è costituita dal corso principale, l’antica “piazza”, da 7 vie parallele e 2 che si intersecano ortogonalmente. Originariamente il centro storico era circondato da un sistema di fortificazioni, alcuni tratti sono ancora visibili, e si accedeva da sei porte alcune ancora esistenti: Porta Carbonara, Porta Castello, Porta San Francesco e Porta Ferrata.

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Uno scorcio del borgo.

All’estremità orientale del borgo si trova la Chiesa di Sant’Agostino, la cui facciata è in pietra arenaria e presenta un portale in travertino. Sull’architrave troviamo incisa la data del 1428 e uno dei più antichi stemmi della città. All’interno sono conservati solo pochi affreschi tra cui un’Annunciazione del tardo XV secolo, attribuita a Dionisio Cappelli.
Adiacente alla Chiesa è possibile ammirare la Torre Campanaria, uno dei sistemi difensivi anticamente inglobato nelle mura cittadine.

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La Torre Civica di Amatrice.

La Torre Civica, invece, è situata al centro del corso principale e di fronte al Palazzo Comunale. Essa è alta 25 metri, ed è composta da una pianta rettangolare. E’ documentata la sua esistenza già dal XIII secolo. Attaccata alla torre vi era la Chiesa parrocchiale di Santa Lucia che venne fatta demolire nel 1545 dopo che Amatrice divenne feudo di Alessandro Vitelli. L’antico campanone del 1494, dal 2013 in esposizione al Museo Civico, di considerevoli dimensioni, è stato sostituito nel 1985 con una nuova campana.

Una delle tipicità più importanti del territorio però non riguarda i beni culturali monumentali o artistici, ma la gastronomia. Chi è che non ha mai potuto gustare almeno una volta un piatto di spaghetti all’amatriciana? Molti turisti infatti scelgono di raggiungere il borgo in provincia di Rieti solo per assaporare il celebre alimento con pomodoro e guanciale stagionato, divenuto così come lo conosciamo noi da fine ‘700.

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Un piatto gustoso di spaghetti all’amatriciana, accompagnato da un bicchiere di vino locale.

L’aspetto gastronomico racconta benissimo la cultura di un luogo e ne influenza inevitabilmente la richiesta turistica. Del resto il binomio cibo e arte rappresenta un accostamento che non stona affatto, ma che anzi invoglia ancor di più i visitatori e viaggiare e passeggiare per le vie splendide degli unici borghi d’Italia.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

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