La chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa in provincia dell’Aquila in Abruzzo, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902.

Molto probabilmente nel IX o X secolo d.C. fu costruita come tempio in stile romano-bizantino con una cripta dalla quale ne derivò il nome.

Quattro secoli più tardi, su questa struttura, le maestranze benedettine provvidero ad edificare un complesso in stile gotico-cistercense. Dato che la sua costruzione avvenne su un pendio, vennero programmate delle opere di consolidamento con un muro di controspinta interrato lungo tutto il lato a valle e due piloni di appoggio agli estremi della parete laterale della chiesa.

Il complesso è stato gravemente danneggiato dal terremoto dell’Aquila del 2009. Il 28 aprile 2019, dopo un lungo restauro la chiesa è stata riaperta al culto, a quasi dieci anni dal sisma.

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La chiesa riaperta al pubblico.

Gli affreschi :

I numerosi affreschi presenti fanno parte di una serie di cicli pittorici duecenteschi presenti in tutto l’Abruzzo. Ci troviamo negli ultimi anni del XIII secolo, tra il 1264 e il 1283.

 Le opere parietali in questione ricoprono gran parte della chiesa e presentano una varietà di temi molto ampia, sia con scene del Vecchio che del Nuovo Testamento. La vastità dell’affresco e la presenza di diverse mani nelle pitture fanno pensare ad un cantiere di lavori sotto il controllo di un unico direttore.

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Parte di un affresco presente nella chiesa di Fossa.

Risulta evidente che l’intero ciclo risente della cultura bizantina soprattutto nelle scelte iconografiche. In questo senso, un elemento innovativo è il carattere realistico con cui vengono ritratte le figure, in rottura con l’atmosfera drammatica e favolistica di altre narrazioni. Il realismo del ciclo di Fossa diventa un elemento caratterizzate degli aspetti puramente artistici di questo luogo di culto.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero