Le cariatidi di Atene: tra storia e mito

Quando si parla di Atene, il pensiero non può non correre al suo monumento più importante e simbolico: l’Acropoli che, con la sua immensa struttura a colonne, testimonia in maniera tangibile il passato illustre e glorioso dell’Antica Grecia che fece della polis di Atene la culla per eccellenza della democrazia e della filosofia.

Sulla roccia dell’Acropoli vi sono numerosi monumenti dell’antica Grecia, per la maggior parte risalenti alla preistoria ma anche all’età dell’oro di Pericle di Atene (V secolo a.C.), degni di menzione. Tra questi, il Partenone è il più eclatante. Dedicato alla dea Giunone, protettrice della città, esso è uno tra gli edifici più famosi al mondo la cui architettura ha ispirato la cultura occidentale.

Acquista il prodotto in foto cliccando sul seguente link: https://amzn.to/2kSC2vg

Un altro monumento degno di menzione è il tempio Eretteo costruito tra il 420 e il 406 a.C. che, originariamente, fu il palazzo del re Eretteo I e che amalgama, in una complessa forma architettonica, diverse figure di dei ed eroi. La struttura è conosciuta, soprattutto, per il suo portico: le colonne raffigurano sei ragazze (korai) note con il nome di cariatidi. Osservandole attentamente, esse non sembrano avvertire il peso sulle loro teste ma sembrano fiere ed inaccessibili. Sorreggono, con una mano, un lembo di veste e, con l’altra, una phiale (coppa) decorata con ghiande dai capelli lunghi ed intrecciati.

Risultati immagini per cariatidi

Ma chi erano le cariatidi? Varie sono le ipotesi e le fonti dalle quali possiamo attingere informazioni. Lo storico più famoso dell’antichità Vitruvio, ad esempio, indica come il termine karyatis significhi donna di Karya: una località nella quale si celebrava annualmente una festa in onore di Artemide che vedeva, come protagoniste, cori di vergini. Un’altra ipotesi è che queste stesse donne furono rese schiave, dopo la sconfitta della loro patria, per aver sostenuto i Persiani. Una terza ipotesi, infine, considera queste fanciulle come le figlie del re Kepros che vegliano e piangono sulla tomba del padre.

In ogni caso, colpisce di queste sculture, la bellezza e la fierezza che i loro volti impressi per sempre nella pietra esprimono. Le cariatidi, oggi poste nella loggia, sono solo copie. Le originali si possono ammirare nel Museo dell’Acropoli di Atene mentre una cariatide fu trafugata, nei primi anni dell’Ottocento, da Lord Elgin oggi conservata presso il British Museum di Londra. Infine una leggenda narra di come, dopo il furto della scultura, si potesse sentire il pianto nella notte delle altre sorelle.

Alessia Amato per L’isola di Omero

1 commento su “Le cariatidi di Atene: tra storia e mito”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...