Tarantismo: quando la musica curava l’anima

Questa è la terra di Puglia, e del Salento, spaccata dal sole e dalla solitudine dove l’uomo cammina sulla creta, scricchiola e si corrode ogni pietra da secoli, gli animali battono con gli zoccoli un tempo che ha invisibili mutamenti. È terra di veleni, qui esce nella calura il ragno della follia e dell’assenza che si insinua nel sangue di corpi delicati”. (Salvatore Quasimodo)

Quando ci si reca nel Meridione, in luoghi magici come il Salento per esempio, è impossibile non imbattersi in quella che è la musica tradizionale per eccellenza: la Tarantella.

Essa, soprattutto in estate, risuona nell’aria musicando le ore più silenziose della giornata ed è onnipresente nei vari festival e sagre popolari. La Tarantella è più di una semplice forma di intrattenimento o di una melodia che ti entra in testa difficile da scacciare via: rappresenta un forte segno distintivo, un tratto identificativo del Sud, uno di quegli elementi che più mette in mostra gli aspetti della cultura di un popolo tramite rituali e credenze esaltando i tratti distintivi del suo modo di vedere il mondo.

Infatti, diversi studi storici ed antropologici, ci mostrano come in passato venisse impiegata perfino nei rituali di guarigione. Un farmaco composto da melodie e ritmo per guarire da cosa?

Il fenomeno del Tarantismo è iscritto in un sistema ideologico complesso e antico. In base a credenze ampiamente diffuse in antichità nell’area mediterranea ed in epoca più recente nell’Italia meridionale, sarebbe provocato dal morso di un ragno e si manifesta attraverso sintomi come offuscamento dello stato di coscienza, depressione e varie turbe emotive.

Al manifestarsi dei tipici sintomi del “male pugliese” in un soggetto, prevalentemente in giovani donne nubili in “età da matrimonio” si procedeva con l’organizzazione di un rito terapeutico domiciliare durante il quale, avvalendosi di uno specifico apparato ritmico, coreutico e cromatico, si rievocava la storia del morso e si riusciva a ristabilire la guarigione di una persona sofferente.

Risultati immagini per tarantismo
Una tarantolata tra la gente.

Il rituale si svolgeva solitamente a casa del “paziente”. Veniva steso un telo bianco a terra e su di esso sparsi vari oggetti come corde, foglie e fiori nel tentativo di ricreare l’habitat del ragno. Subito dopo i musicisti si disponevano intorno alla tarantata ed iniziavano a suonare, attingendo da un vasto repertorio musicale allo scopo di identificare il ragno. Si otteneva una prima reazione con un brano in grado di richiamare attraverso una sorta di adorcismo il ragno colpevole del malessere. Seguiva una danza convulsiva che ne riproponeva le movenze. La danza si trasformava,poi, in una vera lotta.

Vuoi imparare a suonare la Pizzica salentina?
Acquista il tipico tamburello a prezzo scontato, nel link in basso.

Per acquistare il tamburello clicca sul seguente link: https://amzn.to/2MsbVr4

Nel 1959 il celebre antropologo italiano Ernesto de Martino svolse diverse ricerche in terra salentina giungendo alla conclusione che il Tarantismo era il risultato di un condizionamento storico-culturale. Non era riducibile all’avvelenamento da morso, ma allo stesso tempo, non era indipendente da esso.

Risultati immagini per ernesto de martino
Ernesto de Martino (Napoli, 1º dicembre 1908 – Roma, 9 maggio 1965): antropologo, storico delle religioni e filosofo italiano.

Oggi l’elemento della tradizione viene trasfigurato e collocato in un alone di mistero che assomiglia al recupero di un’antica bellezza. In questa direzione, l’indagine del tarantismo non è più un utile «relitto»: in esso, anzi, sembra depositato un prisma che imprigiona i colori dell’antica identità collettiva della Terra d’Otranto.

Alessia Amato per L’isola di Omero

.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...