Giardini pensili di Babilonia, tra le 7 meraviglie del mondo antico

Giardini pensili di Babilonia sono considerati una delle sette meraviglie del mondo antico. Queste ultime sono le strutture e le opere architettoniche, artistico-storiche che i Greci e i Romani ritennero essere i più belli e straordinari artifici dell’intera umanità. 

Secondo la leggenda, nei Giardini si potevano trovare rose fresche tutti i giorni nonostante il clima torrido. Ma, appunto, dove si trovavano?

Riguardo il tema dei Giardini pensili di Babilonia consigliamo la lettura del libro proposto in foto: Le Meraviglie.

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Situati nell’antica città di Babilonia, vicino all’odierna Baghdad, i Giardini pensili furono edificati intorno al 590 a.C. dal re Nabucodonosor II. In realtà la loro costruzione è tradizionalmente attribuita alla regina assira Semiramide.

Alcuni storici, però, non sono certi della loro esistenza. Si tratta di una questione irrisolta e gli studi, ancora in corso, hanno lasciato emergere le più svariate ipotesi: tra queste c’è chi dice che Babilonia non ospitasse affatto una delle Sette Meraviglie del mondo antico, poiché le fonti, pur concordando nella descrizione dei giardini, non ne forniscono alcuna localizzazione precisa all’interno della città.

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L’irrigazione dei Giardini:

L’impianto di irrigazione fu per la prima volta oggetto di studio da parte del ricercatore D.W.W. Stevenson che, basandosi esclusivamente sulla descrizione degli autori classici, ipotizzò che il sistema adottato fosse quello detto noria: tale meccanismo generalmente era composto da una ruota idraulica che aveva la funzione di sollevare acqua sfruttando la corrente di un corso idrico.

Nel caso dei giardini di Babilonia, la noria doveva essere strutturata così:

Due bacini alla base della scalinata dei Giardini, che ricevevano acqua dall’Eufrate tramite condutture sotterranee, erano collegati a delle ruote di legno o vasi d’argilla.

Quando le ruote venivano azionate dalla forza umana, i bacini si riempivano per poi lasciar ricadere l’acqua in un collettore posizionato sul piano superiore, dove avveniva lo stesso procedimento, fino a raggiungere il livello più alto.

Qui si trovava una cisterna da cui l’acqua poteva facilmente essere ridistribuita attraverso condotti a caduta.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

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