Castello Aragonese di Ischia: la fascinosa fortezza che sorge su un’isola di roccia

Il Castello Aragonese è una fortificazione che sorge su un’isola di roccia, posta sulla parte orientale rispetto a Ischia.

Esso è collegato, per mezzo di un ponte in muratura lungo 220 m, all’antico Borgo di Celsa, conosciuto anche come Ischia Ponte.

L’isolotto su cui è stato edificato il castello deriva da un’eruzione avvenuta oltre 300.000 anni fa. Geologicamente è una bolla di magma che si è andata consolidando nel corso di fenomeni eruttivi, e che viene definita “cupola di ristagno”.

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L’isolotto visto dall’alto.

La storia del Castello:

Il Castello ha subito diversi stravolgimenti nel corso dei secoli. La costruzione originaria risale al 474 a.C. con il nome di Castrum Gironis, ovvero “Castello di Girone”. La denominazione, infatti, deriva dal suo fondatore.

Questo perché, nell’anno di edificazione della struttura, il greco Gerone I, tiranno di Siracusa, prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno. Debitori di tale intervento, i Cumani decisero allora di ricompensare l’alleato cedendogli l’intera isola.

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Il Castello da una vista ravvicinata.

Questo perché, nell’anno di edificazione della struttura, il greco Gerone I, tiranno di Siracusa, prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno. Debitori di tale intervento, i Cumani decisero allora di ricompensare l’alleato cedendogli l’intera isola.

La fortezza venne successivamente occupata dai Partenopei, prima che nel 315 a.C. i Romani riuscissero a strappar loro il controllo dell’isola e vi fondassero la colonia di Aenaria. Durante questo periodo, il Castello venne utilizzato come fortino difensivo e vi furono edificate anche alcune abitazioni ed alte torri per sorvegliare il movimento delle navi nemiche.

Nel corso dei secoli seguenti, le trasformazioni che si susseguirono furono utili per offrire rifugio sicuro alla popolazione contro i saccheggi di alcuni popoli:  Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

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