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I Vichinghi norvegesi e la loro cultura: dalle conquiste al gustoso idromele

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L’età vichinga iniziò nel 793 con l’attacco al monastero di Lindisfarne in Inghilterra. La fine, invece, coincise con la morte del re Harald Hardråde lo Spietato, nella battaglia di Stamford Bridge del 1066.

I Vichinghi fondarono numerose città come Dublino in Irlanda, ma anche alcune colonie come avvenne nella regione della Normandia in Francia.

Tra l’879 e il 920 colonizzarono l’Islanda, e successivamente la Groenlandia.

Rappresentazione di una nave vichinga.

I Vichinghi norvegesi:

I Vichinghi norvegesi erano noti per il coraggio e il fatalismo, che li rendeva naturalmente amanti del rischio. Tra l’altro, i gruppi che facevano razzie sembra avessero una fantastica abilità nel minimizzare le perdite, dovute sia alle battaglie sulla terraferma che alle pericolose spedizioni per mare.

Il numero di morti causati dalla guerra era talvolta spaventosamente alto in proporzione al totale della popolazione vichinga, ma la loro fame di conquista  ed esplorazione è rimasta comunque insoddisfatta per circa 250 anni.

Coloro che non praticavano razzie per mare, lavoravano da casa e sostenevano le proprie famiglie con semplici attività agricole. Molti impiegavano il tempo assaporando la tipica bevanda vichinga nota con il nome di idromele (“mjød” in norvegese): si trattava di un preparato alcolico fermentato simile alla birra addolcito con miele.

La fine:

Intorno all’anno 1100 i Vichinghi si indebolirono a causa di dispute interne e della resistenza da parte degli altri paesi europei. Ciò determinò irreparabilmente la fine dell’età vichinga.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

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