Lo stile di Mitoraj si contraddistingue per la realizzazione di busti di uomini, proprio come avveniva in epoca classica.

Nonostante ciò, nelle sue opere s’intravede una chiave di lettura post-moderna della scultura: egli tende a raffigurare alcune composizioni classiche che riportano in modo evidente e voluto dei danni ingenti sugli arti e sul tronco del corpo.

La sua vita: alcuni cenni

Igor Mitoraj (26 marzo 1944 – Parigi, 6 ottobre 2014) è stato uno scultore polacco.

Egli studiò pittura alla Scuola d’arte di Cracovia e all’Accademia d’arte di Cracovia come allievo di Tadeusz Kantor. Nel 1968 si trasferì a Parigi, per continuare i suoi studi nel campo dell’arte .

Non molto tempo dopo si recò in viaggio presso il Messico, essendo rimasto affascinato dall’arte e dalla cultura Latino-Americane. Dopo tale esperienza decise di prodigarsi nella scultura.

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Igor Mitoraj vicino ad una sua opera.

Tornò a Parigi nel 1974 e due anni dopo tenne una personale alla Galleria La Hune, nella quale erano incluse alcune sculture. Il successo dell’esposizione lo convinse a dedicarsi a tempo pieno all’arte scultorea.

Inizialmente lavorò la terracotta ed il bronzo, mentre, in seguito ad un viaggio a Carrara nel 1979, decise di passare alla lavorazione del marmo. Nel 1983 aprì uno studio a Pietrasanta, in provincia di Lucca.

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Per me la sfida più appassionante è la monumentalità. Mi piace confrontarmi con il grande in termini di tecnica plastica, ma anche in rapporto ad uno scenario naturale, storico e urbano. Che sia antico e contemporaneo. Ma la mia ricerca non è stata una via facile…  Le mie figure vogliono sempre riflettere la situazione dell’uomo contemporaneo, le sue fratture, la sua perdita d’identità, i drammi quotidiani che ci circondano. Sono l’espressione della vita che viviamo tutti. Il nostro essere “screpolati”.

Queste sono alcune considerazioni rilasciate dallo scultore polacco

Cosimo Guarini per L’isola di Omero