Il primo bacio non si scorda mai.

Soprattutto non si può dimenticare il primo (vero) bacio della Storia dell’Arte, che si fa risalire al grande interprete del Trecento italiano, Giotto.

I due innamorati sono Anna e Gioacchino che, già anziani, non erano riusciti a procreare e per questo erano stati bollati come maledetti dai Rabbini del Tempio. Gioacchino, per la vergogna, fugge tra i pastori lasciando Anna da sola, che passa le giornate pregando in un miracolo. Miracolo che puntualmente avviene: infatti Anna sarà madre di Maria, e Gioacchino può fare finalmente ritorno a casa.

Il momento che Giotto decide di rendere per sempre immortale è quello dell’incontro tra i due coniugi alla Porta d’Oro di Gerusalemme, dopo 30 giorni di lontananza. Il sentimento li travolge: Anna corre tra le braccia di Gioacchino, i due anziani si stringono, si fissano negli occhi, si baciano appassionatamente come due adolescenti.

Non è solo il bacio in sé per sé, ma i gesti che essi compiono a trasmettere il senso di amore e di appartenenza che li rappresenta. Sembrano compenetrare l’uno nell’altro in una fusione che ben simboleggia ciò che è l’amore: l’unione di due entità in un solo, unico, essere.

Il bacio è la più bella espressione dell’amore e da questo momento in poi sarà raffigurato dagli artisti di tutte le epoche e in tutti gli stili, come sublime rappresentazione dell’estasi tra due innamorati.

Panoramica del luogo in cui è collocato l’affresco (Cappella degli Scrovegni, Padova)

articolo di Rosa Araneo