Viaggiare in Puglia: il Barocco in pillole. La città di Nardò

Nardò è una delle cittadine del Salento che si distinguono per l’importante presenza dell’architettura barocca. Sono state soprattutto delle maestranze tarantine a prestare il loro servizio nella città nel primo Seicento. In seguito si testimonia il lavoro svolto dall’architetto napoletano Ferdinando San Felice, a cui sono state attribuite diverse opere barocche nel centro storico. A contribuire all’utilizzo di questo stile arzigogolato e imprevedibile c’è stata la rifondazione di molti edifici avvenuta in seguito al terremoto nell’anno 1743. Per la ricostruzione gli architetti della vicina Copertino, Preite e De Angelis, furono incaricati di progettare da capo le facciate di due Istituti Religiosi: la chiesa di Santa Teresa e la chiesa di San Giuseppe.

Attualmente, facendo ingresso nel centro storico di Nardò, si rimane colpiti per la presenza dello stile Barocco fra gli scorci più antichi dell’urbe: in particolare, da Piazza Salandra  si possono ammirare la Chiesa di San Trifone, la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa di San Domenico e il monumento dell’Osanna. Quest’ultimo (riportato in foto) è un monumento a forma ottagonale realizzato in pietra leccese, ed ultimato nel 1603.
Nel corso del Novecento è stato scoperto che la colonna centrale che lo compone era preesistente; essa probabilmente veniva utilizzata per scopi religiosi e commemorazioni, come avveniva con gli antichi ”menhir”. Per evitare l’attribuzione di riferimenti pagani, la colonna fu “cristianizzata” incorporandola in un monumento che inneggia alla forza e alla cristianità.

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